Biografia di Laura Venturi

Nata a Pisa dove lavora , ha iniziato gli studi artistici all’istituto “A. Passaglia” di Lucca sotto la guida di prestigiosi artisti come Giuseppe Ardinghi , Pierluigi Romani e Mario Palagi.
Si è diplomata e perfezionata in affresco e pittura murale.
Ha successivamente continuato gli studi e frequentato vari corsi all’Istituto di Storia delle Arti dell’Università di Pisa.
Ha avviato l’attività pittorica molto presto esponendo i suoi lavori nell’ambiente toscano e ottenendo numerosi riconoscimenti e premi.
Giovanissima si è avviata all’insegnamento dell’Educazione Artistica.
Ha tenuto varie personali ed ha partecipato a varie collettive e premi nazionali ed internazionali a Pisa, Livorno, Massa, Lucca, Ferrara, Bologna, Agrigento, Palermo, Cosenza, Modena, Milano, Torino, Napoli ,Amilly(France)
Le sue opere si trovano in numerose collezioni private in Italia e all’estero e presso enti pubblici. Fa parte degli artisti inseriti nell’Archivio storico-documentario del critico Lodovico Gierut. Espone anche con “ArteDonna”,con l’associazione “IdeArte”e con ASART di Pietrasanta.
E’socio fondatore di “Mariparalleli  (”www.mariparalleli.it )  e svolge il ruolo di coordinatore artistico del “Centro per l’Arte Tongiorgi “di Pisa dove organizza mostre e incontri culturali sull’arte, per giovani e adulti.
Le sue opere sono in esposizione permanente nella Galleria ‘GordioArt’ a Pisa e al Palazzo Congressi di Pisa.

HANNO SCRITTO DI LEI:

Ilario Luperini, Michele Fuoco, Paola Marcone , Lodovico Gierut, Paolo Grigò, Ezio Cappa, Patrizia Ferretti, Anna Francesca Biondolillo, Sandra Lucarelli , Fernando Palagano, ed altri.

NOTE CRITICHE

Penetrante vigoria del colore nell’opera di Laura Venturi
di Ilario Luperini
Le recenti opere di Laura Venturi nascono da un progressivo percorso di studio e di ricerca che parte da lontano ( dalla fine degli anni Sessanta del Novecento) e riprende con vigore dopo un lungo periodo di stasi dovuto a vicende familiari che, come spesso accade, l’hanno allontanata dalla sua più autentica passione.
La pittrice esordisce, infatti, nel 1968, fresca del lavoro svolto con dedizione e profitto all’Istituto d’Arte di Lucca.
Inizialmente i quadri sono modellati quasi in bassorilievo (Efflorescenza, 1968) e l’elemento aggettante spesso si accampa su un fondo compatto e uniforme (Sterpi sull’Arno, 1975).
In seguito, il rilievo perde la fisicità della materia e si scioglie, si risolve in plasticismo di forme armoniche (nel decennio dal 1997 al 2007). Densi panneggi, spessi paesaggi fantastici, scultoree rotondità generano intensa articolazione plastica; ondulati grovigli, ampie volute, armonia di masse avvolgenti caratterizzano il periodo; figura e ambiente sono ugualmente coinvolte da questo andamento di curvilinea plasticità, con luce soffusa e colori tenui, morbidi, finemente modulati che contribuiscono a dare levità alle composizioni. Maestria e perizia tecnica sono indubbie. L’impressione è, però, che la pittrice non abbia ancora raggiunto il suo punto di equilibrio. La sensazione è quella di una serenità apparente, un’apparente soluzione armonica da cui è avviluppata la realtà, un’armonia che unifica primo piano e sfondo attraverso un raffinato passaggio di toni e di piani. Si avverte, però, una latente tensione, controllata solo a stento.
Arriva poi un momento (dal 2008 in poi) in cui tutta la tensione interiore esplode. E il linguaggio si trasforma radicalmente: la gamma cromatica si accende di forti bagliori, le campiture si animano di articolazioni interne, i colori rinunciano alla loro purezza e danno luogo a frastagliate mescolanze, le superfici si animano di segni, al limite della gestualità. Compaiono stampigliate lettere dell’alfabeto, vengono inseriti nello spazio del quadro concreti frammenti di oggetti; affiora la cultura artistica della pittrice: dal cubismo alla pop, dal futurismo all’arte povera, da Kandinskij al grafitismo, a Basquiat. Ed è bene che sia così: appare evidente che la sua creatività ha solide basi, non è improvvisazione, faciloneria, dilettantismo. L’armonia cede clamorosamente il posto al subbuglio.
La struttura fondamentale della sua opera è labirintica. Ce lo attesta, tra l’altro, il titolo di una sua opera: Labirinti e graffiti, 2010
Il labirinto non è solo gioco di rinvio e di specchio, ma sogno, incubo, teatro enigma, opacità, moltiplicazione, smarrimento scacco chiusura solitudine cecità; ma anche liberazione.
Il labirinto è la coscienza nell’indecifrabilità del suo spessore, che l’artista cerca di esplorare nella sua interezza.
La mano, gestita dall’emozione e dai sussulti inespressi dell’inconscio, richiamati dal fremito delle profondità dove li esilia la ragione, crea in libertà una pittura che non mira alla trasfigurazione fantastica della realtà, ma gioca con la propria energia, è soddisfatta del suo stesso movimento per inventare un mondo senza più misura. La pittura è lo spazio e lo spazio è la cosa da rappresentare. La comunicazione non esiste solo nella parola, ma nel dare sfogo all’anima che pulsa, batte e registra senza voce.
Nell’attuale ricerca di Laura il pensiero non corre più verso le cose, ma è strumento di introspezione. La sua pittura è un movimento che acquista velocità, in modo che non vi sia fine.
L’artista ci invita qui a fare un viaggio di introspezione nella sua interiorità e, per induzione, nel più profondo di noi stessi, a esplorare le zone nascoste della nostra propria differenza. Venturi diventa consapevole cronista della propria esistenza, del proprio passato e del proprio presente.
Il presente è pensato come porzione momentanea di una continuità; il ricordo si fa attuale e l’attualità si fa memoria grazie all’energia che si sprigiona dai forti contrasti cromatici delle ultime opere, costituiti da maglie di colori vivaci attraversate da un sistema dinamico di segni e messe in vibrazione dall’inserimento di veri e propri frammenti di realtà. Una dinamica complessità cercata nella moltiplicazione e nelle intersezioni delle forme colorate e nei depositi interiori che la loro tensione lascia trasparire. Le forme, più che accamparsi nello spazio, vi si inseriscono in positure instabili, come fossero nella impossibile posizione di affiorare dallo spazio e nello stesso tempo di discendere in esso. L’impostazione dei quadri, slittante sul piano della tela, toglie certezze ai segni che pure, concretizzandosi spesso in aperture (porte, finestre, accessi), indicano una localizzazione, di esterno o di interno. Si crea così una particolare focalità dell’immagine accentrata sulle forme ugualmente intrise di materia e di luce. Assai dinamiche, comunicano allo spazio un moto che è come il prolungamento dinamico dei moti interiori. Mentale e psicologico, questo moto induce come una vertigine, che accompagna verso profondità sconosciute, senza fine, solo immaginate. I suoi quadri si impostano e si compongono nei campi di tensione che si originano dal rapporto realtà/psiche. Sono, proprio nelle loro scansioni e partiture, rivelatori di eventi di luce e di colori, di materie, di affioramenti e di sprofondamenti, di avvicinamenti e di allontanamenti, di scombinate e sovvertite prospettive e punti di fuga.
Il problema del colore, delle sue modulazioni chiaroscurali, della sua purezza o dei suoi impasti, dei differenti risultati in relazione alla diversa natura dei supporti e alla loro più o meno complessa preparazione, trova momentanee e provvisorie soluzioni in una dimensione di forte intensità emozionale.
Opere come Il coraggio delle idee, Sì io mi ricordo, Segni opachi, ci danno il senso di un notevole lavorio interiore sostenuto da perizia tecnica e da inesauribile sete di ricerca. La pittrice ascolta con attenzione se stessa e tenta di dipanare il subbuglio che anima la sua coscienza ai vari livelli di profondità. Ecco i contrasti di colore, le linee spezzate, i graffiti, gli spazi in cui si mescolano – turbinando - memoria, emozione, pensiero, suggestioni, affetti.
Non è detto che l’attuale fase creativa di Laura Venturi sia l’ultimo approdo della sua ricerca, ma non c’è dubbio che essa rappresenti un momento particolarmente positivo nella definizione di un linguaggio nuovo e autonomo; è come se l’artista si fosse liberata da ogni condizionamento accademico, da ogni raffinatezza perbenistica e si sia posta di fronte a se stessa per provare fino a che punto è capace di forzare il suo Io, di coglierne i segreti, i misteri, gli imprevedibili percorsi.
Si assiste all’implosione di un mondo interiore di cui l’artista prende coraggiosamente atto e che si ingegna a ricomporre, consapevole che la sua ricostruzione non significa ricerca di armonie perdute, ma permanenza dei contrari, sussistenza di conflitti, rinnovo di tensioni.
Autoritratto con vestito rosso ne è l’emblema: è un autoritratto rivolto dentro se stessa, in cui un brandello di superficie rossa vagola nello spazio sconvolto da vortici cromatici risucchiati (o provenienti?) da pertugi che rimandano all’infinito. Il turbinare di forze contrastanti è sottolineato dalla scomposizione del campo pittorico attraverso punti di vista prospettici che cambiano continuamente direzione incastrandosi gli uni negli altri, così da non dare alcun punto di riferimento certo. Piccolo, in caratteri rossi, relegato in un’appartata porzione del quadro un io rimanda inequivocabilmente al dato soggettivo.
Una fonte inesauribile di visioni, di fantasie, di spaccati di quotidianità, di memorie, di progetti, di sentimenti, di emozioni. Non tutti della stessa qualità, ma tutti segnati da un flusso di ritmi che prendono forma nel vago e indefinito territorio del dubbio, dell’interrogazione, della ricerca, della dialettica dei contrari.
E in ciò risiede la forza e l’originalità di Laura Venturi.
Giugno 2010

Gli «affreschi» di vita interiore della Venturi
Da “La Gazzetta di Modena” -21 maggio 2009 pagina 29 sezione: AGENDA E LETTERE
Si fonda su una tessitura di immagini ampiamente differenziate la pittura che Laura Venturi presenta, fino a domenica, a “Art Studio Il cielo in una stanza”, in via Selmi 91. Una simultaneità di “brani”, persino di riferimento reale, che trovano finissimi accordi, generando un gioco di abili rimandi alla vita anche interiore dell’uomo. Il quadro si presenta con esplodenti notazioni in una trama di dettagli, che l’artista di Pisa pone sulla tela con un immaginismo azzardato. Quegli accostamenti, quasi di trasgressione, che non disdicono segni irrazionali, fantastici, intendono tracciare percorsi verso i “labirinti” interiori dell’uomo, nella scoperta degli aspetti segreti che ogni creatura custodisce. Non a caso gli interni lasciano intravedere porte e finestre, sembrano porsi come “squarci”, luoghi di accesso ad analisi psicologiche dell’uomo, di cui l’artista offre uno specchio senza immagine reale. Luoghi con zone di illuminazione, verificata nella dinamica della luce, ma anche delle ombre materiate, con collage, di inserti di tela opaca sul quadro. Un’opera generata con tecniche miste e materiali anche poveri, con un processo costruttivo che richiama la formazione dell’artista, diplomata in affresco e pittura murale.
Michele Fuoco
Critico d'Arte-Gazzetta di Modena

Non è possibile ricondurre il lavoro di Laura Venturi esclusivamente ad una radice. In una direzione che si potrebbe ampiamente dire neoespressionista, la Venturi recupera suggestioni tra loro molto varie, non disdegna le profondità psicologiche ed emotive del nostro realismo esistenziale, né gestualità con reminiscenze all’opera di Dova. Ma il suo legame originario con la cultura figurativa, la include in una pittura straordinariamente aggiornata dal punto di vista dei soggetti, resa senza tempo dal rigore che la domina e la trasforma in una sorta di sfida, in un perenne combattimento con l’immagine.
L’intonazione cromatica con materia di Juta grezza o stucchi forti è il campo nel quale si misurano le figurazioni tra frammento, memoria e sogno.
Le opere più recenti sono “Spontanee architetture” precedute da grandi disegni preparatori, come grandi sono le tele: l’artista tende ad ascoltare i bisogni, le esigenze del momento per mettersi in gioco, per abitare stabilmente la situazione, quindi affiorano anche frasi scritte che accompagnano la materia sulle grandi superfici lavorate con tecniche miste, consapevole che fin dall’antichità il segno della scrittura ha strettamente dialogato con le parole, dai geroglifici egizi agli esperimenti fonetici del futurismo fino alla scrittura visuale contemporanea, dove proprio le parole fanno da supporto alle immagini o diventano immagini esse stesse
I “Graffi e graffiti”, così chiamati dall’artista con
riferimento alla produzione più recente , esigono un’interpretazione anche fantastica, come l’uscire da città visitate che si allontanano pian piano dal campo visivo, cessando di contemplarne la dolcezza e la quiete di quelle forme stabilizzate, fino a portarle fuori dalle superfici delle stesse tele e ricollegandole tra loro con più superfici lavorate.
Paolo Grigò
Pittore,scultore

La pittura di Laura Venturi trova una personale sistemazione all’interno di quel fluire espressivo, complesso, travolgente e inesauribile, originatosi un secolo fa e articolatosi, fino ad oggi, in innumerevoli correnti ed enunciazioni teoriche, epifania dei complessi fermenti che hanno interessato, agli inizi del ‘900, tutto il mondo culturale, dalla musica, alla letteratura, alle arti plastiche nel loro complesso, con la rottura definitiva nei confronti dei generi, delle categorie e delle stratificazioni storico-accademiche dell’arte.
Le opere proposte oggi da Laura Venturi hanno radici lontane e documentano l’attuale traguardo, in un contesto di sostanziale continuità rispetto alle scelte espressive a loro tempo compiute, il cui punto di forza insiste sulla costanza -è lecito supporre- di una ricerca umile e metodica che, in quest’ultima fase, ha indotto l’artista a rinunciare agli elementi di figuralità concreta immediatamente leggibile. Alle sinuosità involgenti e coinvolgenti, alla delicatezza tonale, ai contrasti smussati dal lirismo del colore si sono, man mano sostituite linee spezzate e nervose, dove lo spazio si organizza, si articola, si dilata o si comprime con dinamica espressività e pregnante asprezza chiaroscurale. Unica cifra immediatamente leggibile, ricorrente in molti lavori, la presenza di aperture (porte, finestre, accessi) che suggeriscono un percorso di lettura che indirizza l’immaginazione verso ulteriori dimensioni.
Le fasi di ricerca attraversate, estese alla ricerca dei supporti (spesso costituiti da materiali poveri), alle presenze polimateriche su alcune tele e alla scelta dei pigmenti, hanno favorito pennellate molto libere e un grafismo che, nelle sue spigolosità, delimita e suggerisce il colore e ne restituisce l’intrinseca dinamica spaziale. Siamo di fronte a un approccio gestuale, affidato a un’immediata emotività, che tende a dare forma all’intenzionalità progettuale, senza intermediazioni razionalizzanti (in possibile relazione col titolo assegnato alla mostra), precedentemente esplicitata in opere di genere, di astrazione allegorica, di simbolismo metafisico, prima di approdare alla fase espressiva attuale.
Dr G. Fernando Palagano

In queste rarefatte atmosfere si rileva un estatico incanto di fronte al mistero dell’inconscio e,insieme, un prepotente bisogno d’evasione,alla ricerca di una rinnovata quiete … non è perciò pittura che possa sfogliarsi appena con lo sguardo, giusto per una istintiva lettura che non lascia memoria. Tutt’altro : un incontro che desta sorprese e inquiete vicende. Un intenso e dispiaciuto interrogarsi,un malinconico viaggio che stride come lo sferragliare di un treno nella stazione buia di notte, che passa senza far scintille , abbaglia per poi spengersi e interrogarsi nuovamente.
Dr. Ezio Cappa.

CURRICULUM

2006
• “ART EXPO’”- Pisa
• MOSTRA PERSONALE Galleria Alba- FERRARA
• PREMIO INTERNAZ.“Le Muse”.ROYAL VICTORIA HOTEL- Pisa
• GALLERIA “ARTBUSINESS” PALERMO
• “EXPO’DEL MEDITERRANEO”- COSENZA
• “CONOSCI LA TERRA DOVE FIORISCONO I LIMONI?”Torre degli Upezzinghi
2007
• “IL MITO DI NARCISO” con ARTEDONNA” Limonaia Ruschi- 2007 -
• GALLERIA” LA TAVOLOZZA”- PONTEDERA
• ARTEDONNA- Galleria la Tavolozza- PONTEDERA
• Teatro ”IL CANOVACCIO” PISA. Festa della donna
• “NAVIGLIO GRANDE” – Corsico MILANO
• Opera “Il cielo in una stanza” - Migliarino Pisano
• “DINAMISMI ED UTOPIE NELL’ARTE CONTEMPORANEA”- Torre degli Upezzinghi
• “AMORE E PSICHE” con “ARTEDONNA”Limonaia Ruschi-
• “IDEARTEMARE” - TIRRENIA
• ”FESTA DEL MUSEO” S. Gervasio – Pisa
2008
• MOSTRA PERSONALE “Percezioni dei sensi” ALTOPASCIO-LUCCA
• “ART EXPO” PISA
• MOSTRA PERSONALE - Castello di Alica - ( Palaia di PISA)
• RASSEGNA FIDAPA – Bottini dell’olio- LIVORNO
• IV ° INCONTRO DI ARTISTI CONTEMPORANEI – Carrozzeria Rizieri - PONTEDERA-
• “IL MITO CHE VORREI LASCIARTI” - Torre civica di Bientina - PISA
• “GLI AZZURRI DI “ARTEDONNA”- Limonaia di Palazzo Ruschi PISA
• “IDEARTEMARE”- Villa Bondi - MARINA DI PISA
2009
• “AEROARTE”- -46° aerobrigata- PISA- Sala Circolo Sottufficiali e Comune di Pisa
• MOSTRA PERSONALE ” Segni dell’irrazionale” 21 febbraio-3 marzo Pisa Atrio Comunale,
• “TRACCE DI FUTURO” Collettiva Provincia di LIVORNO
• “ARTEXPO”– Stazione Leopolda -1 ° Rassegna d’Arte Contemporanea - PISA
• MOSTRA PERSONALE – Galleria ”Il cielo in una stanza”9-24 Maggio MODENA
• MOSTRA PERSONALE “Dieci e non più dieci”al “VECCHIO DADO” Pisa(opere dal 1998 al 2008)-1 luglio-30 Settembre 2009
• MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARTI VISIVE- Castello Malaspina MASSA
• PREMIO “IL SEGNO” - Galleria Zamenhof -MILANO 19 -29 settembre 2009
• V° INCONTRO ARTISTI CONTEMPORANEI -Carrozzeria Rizieri – PONTEDERA( 26-27 sett. 2009)

2010
• NAVICELLI IN ARTE - Pisa, Navicelli SPA Gennaio 2010
• BIPERSONALE permanente “LA CLESSIDRA”-febbraio Pisa
• RASSEGNA INTERNAZIONALE VERSILIA WINE ART FESTIVAL- PIETRASANTA-LUCCA 24/30 Marzo 2010
• PREMIO INTERNAZIONALE"CITTÀ DI NEW YORK"- Manhattan
• GALLERIA “ARTE CITTÀ AMICA” Torino 27 marzo-3 Aprile 2010
• PERSONALE “GRAFFI E GRAFFITI”- Torre degli Upezzinghi- Calcinaia- Pisa 3 /11 Aprile 2010
• “ARTE D  a  S. ZENO” - 24 Aprile -6 Maggio 2010              PISA
• “ALTRI MONDI”         La Limonaia di palazzo Ruschi 12 Giugno 2010 PISA
• "LA CONSTITUTION ITALIENNE" - FESTA DELL'EUROPA - AMILLY- FRANCE 1-5 Luglio  2010
• “TUTTI ASSIEME ...CROMATICAMENTE”-  Empoli ( Firenze)-1-30 luglio 2010 1-5 Luglio 2010
• “VENTIPERVENTI" RASSEGNA INTERNAZIONALE DEL PICCOLO FORMATO 20 giugno – 20 Luglio 2010 NAPOLI Lineadarte creativa
• "PREMIO NAZIONALE G. GRONCHI"(3° premio) 1-17 Luglio 2010-Centro Otello Cirri- PONTEDERA
• IDEARTEMARE- 10-11 Luglio 2010- TIRRENIA
• RASSEGNA INTENAZIONALE   "FLOGISTO,ARTI IN ERUZIONE"evento inaugurale Museo Magma-24 luglio-31 agosto- ROCCAMONFINA  - CASERTA
• “ VISIBILE È L'INVISIBILE"- - Castel dell'Ovo 8 agosto- 4 Settembre 2010 NAPOLI
• “PERCORSI D’ARTE TOSCANA”- Bottini dell’Olio  2-9 settembre 2010-08-02 LIVORNO
• “L’ARIA FINALMENTE LIBERA”   VI° INCONTRO ARTISTI CONTEMPORANEI” Carrozzeria Rizieri - PONTEDERA
• BIPERSONALE” CONCAVO E CONVESSO”due realtà a confronto-Centro “Le Piagge”   FIRENZE-  25-26 settembre2010