Brighenti Franco

Brighenti Franco

Biografia di Franco Brighenti

Dipingo per passione da autodidatta. Ho scelto volutamente una maniera rapida per esprimermi , in primo luogo perché la sento (la mia vita lavorativa è sempre stata scandita da timbrature di cartellino e da intensi ritmi lavorativi,( vedere lavoro in fabbrica.) e non saprei fare diversamente anche perché così facendo mi sono accorto che dipingo con il cuore e non  mi avvalgo di tecniche troppo precise ed elaborate che mi impegnerebbero mesi per fare un quadro,snervandomi e facendomi passare la voglia. (oggi, queste tecniche sono ben sostituite dalla fotografia, (non a caso immediata) .
Questa mia rapidità, mi permette di inseguire il “fatto esaminato”, lungo il percorso storico temporale in cui si è svolto, raggiungerlo, studiarlo, rappresentarlo e superarlo passando poi ad altri avvenimenti.
Il mio è un po’ come un viaggio in auto attraverso il tempo, vedo luoghi, rivivo avvenimenti, incontro e conosco personaggi protagonisti della storia e dopo aver raccolto come una spugna una infinità di sensazioni, emozioni, impressioni, paure, gioia, ecc. traduco il tutto in acquerelli, diventando un testimone dei fatti rivissuti arricchendo così anche lo spirito.
Penso inoltre che un vero artista debba sapere , proprio come fa un termometro, leggere la “temperatura” del sociale, stati d’animo, motivazioni,emozioni,sofferenze,gioia, disperazione,amore,odio e tradurle su tela per testimoniare in maniera molto personale ma vera, avvenimenti e fatti che ci toccano coinvolgendoci nostro malgrado.
In altre parole,calarsi nel reale, viverlo sulla propria pelle e reinterpretarlo sulla tela.
Un po’ come fanno i bravi attori nella recitazione di una parte.
Diversamente non avrei potuto impormi l’impegnativa ed ambiziosa idea qui sotto esposta.
Attualmente sto lavorando ad un progetto che ho in mente da anni e che grazie al fatto di essere in pensione posso finalmente realizzare.
Retta o Direttrice: Rappresentare i momenti più significativi che hanno caratterizzato il secolo Ottocento e Novecento.
Segmento: La scelta di un fatto. Esempio La prima guerra mondiale.
Punti: Entrare nel fatto e vedere di cogliere e rappresentare i momenti più salienti  che lo hanno caratterizzato, questo attraverso una ricerca e uno studio storico condotto anche con mezzi moderni “Internet”.
Per capirci, il singolo acquerello. Va da se che più punti riesco a cogliere e dipingere e più il fatto viene conosciuto e approfondito.
Proprio come i “Pixel”: Più pixel compongono l’immagine e più definita e chiara è l’immagine stessa.
Più punti si conoscono di un segmento e più definito e conosciuto è il segmento.
Opera: insieme di fotografie di acquerelli opportunamente ritagliate che come un “puzzle” ricostruiscono il fatto.
Lavorando minimo su tre direttrici: evento,luoghi, protagonisti. Il termine specifico è “Collage”.
Ho scelto l’acquerello per vari motivi: costi, rapidità,dimensioni. Al termine del mio lavoro, ma nessuno mi impedisce di fare una parentesi, voglio fare qualcosa ad olio tecnica pittorica da me molto amata.
Altro elemento che d’ora in poi caratterizzerà le mie opere, sarà la moneta antica romana con l’effige del Dio Giano “bifronte”; il quale ha uno sguardo rivolto al passato e uno al futuro.
Può essere considerata anche una porta di passaggio da un epoca ad un'altra. Inoltre ha valore di mia firma.
La moneta mi impone sempre di cercare un corrispettivo al fatto esaminato, o una comparazione nel tempo presente.
Pertanto il quadro, (ultimamente trovo una discreta capacità di contenimento, circa 45-50 acquerelli, nelle tele da 100 x 100 cm), consta di due parti ben distinte e divise esattamente a metà dalla moneta.
Mi è capitato con l’utilizzo di tele da 70 x 100 cm di dover inserire metà  moneta sul lato destro , e completare il lavoro utilizzando un'altra tela 70 x 100 cm e piazzare l’altra metà della moneta sul lato sinistro.
Concludendo il lavoro resta diviso a metà e l’assieme si ottiene affiancando le due tele. Anche le due metà delle monete si affiancano e ricompongono la moneta intera.
Uno dopo l’altro affiancandoli , rispettando la cronologia dei fatti, si compone come in un “puzzle”la storia di un secolo.
Alla fine, intuisco che dovrò ricomporre il secolo con tele che raggruppano la storia e le vicende di venticinque anni in venticinque anni.
Ne occorrono quattro ogni secolo. Risulta un lavoro “Pantagruelico”. Lavoro infatti dalle cinque alle sei sette ore al giorno e per finire i primi venticinque anni del secolo novecento mi mancano ancora circa dieci opere da 100 x 100 cm.
Prevedo che mi ci vogliano diciotto mesi ogni venticinquennio.
Concludendo occorrono sei anni solo per il secolo Novecento. Ogni tela da 100 x 100 cm mi impegna circa 100 ore.
Per quanto riguarda le tecniche pittoriche, spesso per interpretare in maniera nuova e personale i fatti esposti mi avvalgo dei “simbolismi “ “Pittografismi”, “improntismo” tecniche da me sperimentate qualche anno fa e visibili e ben descritte sul mio sito www.artepluri.it

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