Fiorenzato Alberto

Fiorenzato Alberto

Biografia di Alberto Fiorenzato

Alberto Fiorenzato è nato a Padova nel quartiere dell’Arcella: suo padre che si chiamava Angelo (come a sua volta suo padre e come il fratello di Alberto), possedeva una “distilleria dei liquori più fini”, creata da Angelo Senior, premiata anche all’estero in esposizioni internazionali.
Il fondatore Angelo Fiorenzato già in giovane età alla fine del XIX sec. inizia una crescente carriera come chimico nel settore enologico trovando immediato inserimento grazie alla sua abile predisposizione commerciale nelle distillerie dell’epoca nel territorio Padovano.
La madre di Alberto, Elvira, era in avanti con gli anni e finisce col delegare a Adriana, la figlia maggiore le cure del piccolo che cresce con un’infanzia tribolata con tutte le malattie infantili; ma in più con ricoveri in ospedale e tutta una serie di disturbi psicosomatici.
In quegli anni cominciano per lui, i primi trattamenti indirizzati all’individuazione e alla cura della sue misteriose “malattie” attraverso il metodo americano della “Chiropratica”, che prevede la diagnosi, la cura e la prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici e dei loro effetti sullo stato generale di salute intervenendo a livello spinale,
Ma ad altre terapie si assoggetterà nel corso dell’esistenza. Nel 1979, attraverso la dottoressa Eugenia Zanovello Anselmi (di cui farà il ritratto tre anni dopo) incontra la psicoanalisi di tipo freudiano, con sedute individuali e di gruppo, che lo portano a scavare nel passato, a rivivere i dolori, a saper leggere i propri pensieri, a recuperare i rapporti interiori, a riconoscere i propri limiti, ad accettare se stesso e gli altri.
Nel 2000 incontra Edoardo Beato, laureato in filosofia comparata, cultore della materia per le discipline orientali e con lui per anni si dedica alla disciplina dello Yoga.
Dopo la nascita dell’unica sua figlia Greta (di cui diventerà padre a cinquant’anni, nel 2003) avuta da sua moglie Luisa, Alberto si rivolge ad Alberto Dea, che si occupa di Gestalt.  “
In questo periodo, dedicato alla ricerca di questo nuovo orizzonte, con curiosità si avvicina a nuove esperienze e incontra lo spirito del filosofo e mistico indiano Yoganada”.
Infine (diciamo, per ora, dato che il viaggio di quest’uomo e artista con tutte le sue curiosità vitali, continua) nel 2008, grazie all’aiuto di Guido Sgaravatti, pittore, scultore e grafico, indagatore della psicologia del profondo e studioso della connessione tra la nostra cultura e quella orientale si avvicina con alcuni incontri alla tecnica del ritorno.
Così, pur non avendo alcuna conoscenza del mondo dei Longobardi, Alberto si riscopre nel mondo passato rivivendolo come Igor e Aio, sovrani mitici del popolo longobardo.
Il tutto concluso con l’abreazione, momento della scarica della tensione accumulata nell’inconscio, con un grande e immediato sollievo fisico e mentale.
Gli psicoterapeuti di tante scuole e indirizzi gli hanno fornito finora continui stimoli intellettuali. Fiorenzato vi si è affezionato, da loro si sente considerato, accudito, coccolato… e se tutti, si sente il bisogno di essere coccolati (in particolare gli artisti) egli lo ha sentito morbosamente sin dall’inizio: sin da quando come, piccola scimmia nuda, si è rizzato sulle gambe guardandosi attorno per scoprire il mondo.
Nel giugno del 1972 Alberto Fiorenzato esordiva con la sua prima personale nella sua città di Padova, alla Saletta dello Studente. Aveva solo 19 anni e quell’esposizione era stata organizzata dalla prof.  Anna Bocchino Antoniazzo, presidente dell’Associazione italiana di Belle Arti. e grazie agli insegnamenti del pittore e scenografo Roberto Anelli Monti  ( Milos).
Fiorenzato esponeva una serie di tempere in cui la natura era declinata guardando ai surrealisti: il Salvador Dalì degli “orologi molli” appariva occhieggiato in quei primi lavori in cui i paesaggi metafisici sembravano sciogliersi sotto piogge angosciose.
Nel quadro Aiuto! (1971) il paesaggio ci si presenta come dopo una pioggia di sangue, dato che il sangue occupa tutto il terreno e sgronda da chiazze che macchiano i parallelepipedi di marmo contro cui si stagliano alberi tentacolari.
Dopo tali incontri si susseguono mostre e concorsi nei quali consegue ripetuti premi e riconoscimenti.
Nel 1974 con amici pittori fonda il gruppo Patavium; con esso è presente in ripetute manifestazioni nazionali.
Dal 1982 al 1984 si lega al Circolo Città di Padova e con alcuni componenti organizza varie rassegne pittoriche.
In questo periodo si diploma alla scuola internazionale di grafica di Venezia diretta dal prof. Enzo di Martino.
Dal 1984, Fiorenzato stabilisce con il maestro Gianni Longinotti un sodalizio profondo e continuo nella ricerca tecnica, estetica e di pensiero.
Nel 1985 per la Studiograph Edizioni pubblica la cartella di serigrafie “La Metamorfosi” con la presentazione della dott.ssa Marialuisa Camporese, Psicanalista, un viaggio verso la conoscenza, simboleggiato dal frammento di un ghiacciaio che sciogliendosi, materializza.
Costanti e frequenti i viaggi fotografici di studio in Italia ed all’estero.
Dagli appunti di viaggio riprende spesso spunti e motivi per rivisitare le sensazioni riportate dai paesi incontrati, come l’Olanda, la Spagna, il Portogallo, la Grecia, il Marocco, la Turchia, l’Inghilterra, la Cecoslovacchia, la Romania, la Germania, l’Unione Sovietica, gli Stati Uniti, il Canada, ecc.
Dal 1990 nella ricerca di nuove forme espressive, stimolato dall’architetto Ornella Marcolongo, ritrova il gusto di “pitturare alla maniera decorativa “, dipingendo componenti d’arredo e armadi per il Mobilificio Marcolongo di Cadoneghe PD.
Dal rapporto, con lo scultore Guido Sgaravatti, incontrato nel Borgo medioevale di Canale di Tenno, nasce l’innamoramento per quei luoghi e la possibilità di farne parte e quindi dal 1991 apre uno studio-abitazione dove spesso torna a rifugiarsi.
Nel 1991, in aiuto del Mastro Gianni Longinotti partecipa alla realizzazione della tempera murale con preparato a fresco per “La Vicinia “nel Borgo Medioevale di Canale (Ville del Monte) Tenno TN.
Nel 1996 pubblica la cartella di serigrafie “L’incontro, la nascita, l’uomo” riflessioni dalla lettura di uno scritto della amica Gigliola Marcolin.
Per la II Biennale d’arte Immagini Giovani, progetto Open 1998 è chiamato quale componente della commissione giudicatrice.
Nel 2000 pubblica la cartella di serigrafie “Dàimon” e partecipa come membro di giuria al XII concorso internazionale di scultura su legno a Madonna di Campiglio.
Ha luogo la personale a Villa Pisani di Stra’.
Dal 2001 a seguito della manifestazione “Nel Vento”, nel museo Caproni di Trento una sua opera rimane patrimonio stabile del museo ed esposta in permanenza.
Nel 2002, viene chiamato presso il teatro “Maddalene” in Padova per la ideazione dell’allestimento scenico nella rappresentazione teatrale “Manca Giuseppe” su testo e regia della dott. Marialuisa Camporese, psicanalista.
Nel 2003 con Cestari, Hollerbach, Longinotti, Muraro, Omezzoli, Pivetti e Salvetti fonda a Canale di Tenno (Tn) il “gruppo X” centro di iniziative Arti e Artigianato artistico.
Nel 2014 si lega al Gruppo Amici dell’Arte di Riva del Garda ed entra in profonda e proficua amicizia con i componenti, con i quali partecipa a numerose manifestazioni.
In occasione della personale di Riva del Garda viene curata dal prof. Renzo Francescotti e pubblicata la monografia “Alberto Fiorenzato tra psiche e pittura”.
In questo periodo si susseguono altre rassegne personali in Olanda, in Germania, a Palazzo Libera a Villa Lagarina, alla Art-Time di Udine, ecc.
Nel 2018 al DUda Duca D’arte corridoi d’arte contemporanea di Padova, viene acquisita una sua opera con esposizione permanente.
Nello stesso anno la dott. Sella Irene sostiene la Tesi dal titolo “Alberto Fiorenzato, L’armonia del colore e delle sensazioni”.
Collabora con il prof. Guido Omezzoli per la realizzazione di pannelli e complementi di arredo in ceramica raku.

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