Zaramella d'Este Anna

Zaramella d'Este Anna

Biography of Anna Zaramella d'Este

Anna Zaramella d'Este was born in Venice.
She lives and works in her studio in Vittorio Veneto (TV) in Via Diaz n ° 21.
She has been painting for over 40 years, taking part in invitations to regional and national events, receiving important prizes and important notifications.
Qualified teacher, graduated from the Academy of Rome (Applied Arts Section) and studied "Nude" at the Academy "Ettore Tito" of Venice. Assistant to the Maestro Mariano Missaglia.
She taught "Artistic Anatomy" at the Academic Didactic Center of Padua and "Painting" at the "Bibliò" Cultural Center.
She directs courses in painting at her studio. She is vice-president of the PERINCISO CULTURAL ASSOCIATION of Vittorio Veneto.

Recensione critica del Prof. Paolo Rizzi
"Finezza formale e sottigliezza intellettuale, riecheggiamento culturale e dolce nostalgia, sofisticazione del gusto e morbida declinazione lirica. ... Il riferimento storico più evidente è quello di un'interpretazione della 'temperie floreale degli anni Dieci': un momento (che si fa categoriale) di abbandono voluttuoso alle cadenze di una natura filtrata attraverso l'intelletto.
Ecco lo strumento primo della pittrice: il filtro. E' come un interpretare il mondo attraverso una cultura composita, tutta tesa ad esasperate eleganze, a sfocature di colore, a silhouettes più immaginate che viste, a morbidezze sensoriali.
Qualcosa di naturalistico e, insieme, di esotico: di fenomenico e di magico  Zaramella ha una sua peculiare capacità di trasporre il motivo di una ragnatela di intelletto e senso, che lo avviluppa e lo stravolge in una dimensione irreale. ...
La dimensione floreale si ribalta come proiezione di una condizione straniata che è (ce ne rendiamo conto) la condizione della cultura d'oggi, così labile e nevrotica, così introversa e complessa.
Nei quadri più recenti la pittrice cerca di liberarsi di alcune schegge che escono dalla stessa calibratura intellettualistica dell'immagine.
Il colore tende a focalizzarsi secondo una maggiore plausibilità, anche se resta il fascino impalpabile del casuale, dell'incontro fortuito, dell'invenzione subitanea è un percorso verso la creazione di un «clima» che deve rinsaldare organicamente un tessuto che tende a sfaldarsi nei mille fili di uno svagato ricamo. Il passaggio da una pittura della realtà ad una pittura della fantasia non è stato facile, ben lo si capisce. Ha sorretto finora l'artista una sensibilità non comune, che è la sua stessa guida. Ora l'intelletto sta ricostituendo la trama di un suggestivo disegno della fantasia."

Recensione critica della Prof.ssa Paola Alessandra Vacalebre per la presentazione mostra “I luoghi del segno e del disegno”
La pittura di Zaramella racconta la sua storia. Una storia fatta di profonde riflessioni intellettuali, di morbide visioni ma sempre evocative di eventi interni al quadro stesso.
Questa storia resta impressa nella materia della pittura, una materia sensibile, ritmica, intrisa di pennellate vibratili ma realistiche che suggeriscono l'essenza stessa della materia; la sua mano è guidata da quella che Bachelard chiama l'immaginazione materiale e infatti una caratteristica delle opere di Zaramella è quella di non essere mai in scala con la realtà ma di vederla sempre nella sua estensione intimistica: i corpi, le figure colte nelle loro movenze, seguono linee dinamiche che pur citando certe esperienze del Futurismo, non rimangono invischiate nell’esasperazione dell’ avanguardia;  l’artista riesce a farle dialogare con la plasticità dei movimenti attraverso una sorta di psicologismo del doppio in cui le figure interagiscono con il proprio doppio: ombra del sè o desiderio di una continuazione esistenziale, spirituale oltre l’ immagine stessa.
Ogni quadro è un rintocco, una oscillazione, un gioco elegante di scatti inventivi e mai vuote sequenze di materia, anzi è proprio la materia ora densa, ora rarefatta che si unisce alla luce senza però rimanerne mai contagiata, addirittura la materia accompagna le forma e le assume in sé alleggerendo alcune conflittualità di campiture e piani.
Quello che scorre sotto i nostri occhi sono pezzi di vita, di sentimenti emotivi che si snodano tra frammenti di vicende, tra velature metafisiche evocative di un’energia misteriosa ma sempre capace di rivelare nuovi ordini compositivi e figurativi.
Queste sequenze di differenti intensità cromatiche, di differenti fasi luminose, questo mutare di atmosfere, trasmette in modo indefinibile ma diretto, le tracce delle pulsioni più profonde dell'artista e la sua visionarietà pittorica, l’eleganza insieme alla plasticità delle figure e delle posture, esprimono delle sensazioni, degli di slanci di forza e bellezza che sembrano raccontarci di una certa neoclassicità nello stile che viene resa metafora da Zaramella nell’ottica dell’ oggetto-cifra ricorrente,  un drappo rigato che sembra sempre valicare i bordi, lo spazio prospettico, sembra quasi voler sfuggire ad ogni delimitazione, come a suggerire un suo sconfinamento al di là dei perimetri della scena e così, ancora una volta, la materia della pittura di Zaramella si fa metonimia della realtà.

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